"Deliberazione del Decurionato del Comune di Casalnuovo.


Casalnuovo, 7 Settembre 1851.


L'anno 1851 il giorno 7 settembre in Casalnuovo

Riunitosi il Corpo Municipale nel locale ordinario delle sue funzioni
il sig. Sindaco letto l'Ufficio del sig. Sottindendente del 2 aprile ultimo, lo ha invitato se sia convenienza cambiar nome a questo Comune.

Il Decurionato, sulla considerazione che l'attuale progresso di civiltà non consente che venga ulteriormente noverato tra i casali un paese di dodicimila tra industriosi e colti abitanti, adorno di belli edifici e provveduto di comode e buone strade, e ricco di un suolo ferace, atto a presentare tutti i comodi per ben vivere: ad unanimità ha deliberato pregarsi per mezzo del sig. Intendente la Maestà Sua perchè si benignasse decretare che l'attuale nome di questo Comune sia tramutato in quello di Cittànuova.


Firmato, Vincenzo Zito "


A Napoli vi erano sette ministeri (Interni, Esteri, Grazia e Giustizia, Affari ecclesiastici, Finanze, Guerra e Marina, Polizia). In Sicilia vi erano altrettanti ministri responsabili più un luogotenente generale. In periferia, l'amministrazione era composta da una gerarchia di funzionari, nominati dal Re, che rispondevano al ministro dell'Interno: a capo delle Province vi erano gli intendenti, dei Distretti (frazioni territoriali delle province) i vice intendenti; a fianco dell'intendente c'era un consiglio provinciale responsabile della giustizia amministrativa.

I comuni erano amministrati da un consiglio, chiamato decurionato, i cui componenti (decurioni, tre per ogni 1000 abitanti o frazione di mille) erano nominati dall'intendente con l'approvazione del Re, sulla base di liste di “eleggibili” (compilate per censo o per capacità personali). Il consiglio proponeva ogni tre anni una terna di candidati tra i quali l'intendente, di concerto con il Re, sceglieva il sindaco. L'amministrazione comunale aveva alle sue dipendenze gli impiegati amministrativi, gli addetti ai pubblici servizi e il medico condotto.


tratto da: Giuseppe Ressa - Il Sud e l'Unità d'Italia
Edizione elettronica a cura del Centro Culturale
e di Studi Storici “Brigantino - Il Portale del Sud”




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