RATAPLAN!!!
poesia di Alberto Cavaliere (1897-1967)

C' è chi ignora che molti "terron"
rinomanza, splendore e fortune
hanno dato alla Patria comune
nella lingua che Dante parlò:
Bernardino Telesio, Tommaso
Campanella, il Divino Torquato;
e quel Vico, dal mondo acclamato
e quel Bruno che il rogo affrontò.

Tra i moderni fu Verga terrone
fu terrone anche lui, Pirandello.
E D'Annunzio? Terrone anche quello!
Diaz e Orlando? Terroni anche lor!
Tutta gente che ad un grande cervello
spesso univa un grandissimo cuor.
Senza dir di tant' altri intelletti,
come il sommo filosofo Croce,
la cui grande magnifica voce,
sol da poco è venuta a mancar.

E i terroni patrioti famosi?
Chi, facendo via Mario Pagano
ricche aziende, ogni grazia di Dio
(e pensar che nemmeno uno zio
ho fra questi in cui posso sperar!)

Molti intanto non voglion capire
che sian nati a Palermo o a Vercelli,
gl' italiani son tutti fratelli,
assiepati fra l'Alpi ed il mar.
Perchè dunque insultare il terrone?
Perchè dunque dobbiamo dolerci
se, in mancanza di industrie e commerci,
egli ha vinto un concorso statal,
o se in cerca di un povero pane
è qui giunto dal suolo natal?

Poi si sposa con vostra cugina,
mette al mondo sei figli gagliardi,
e son questi che, nuovi lombardi,
del terrone daranno a papà.
Dunque, via quelle scritte dai muri,
d' un sapore grottesco e stantio!!
Zitti là!! Son terrone pur io,
rataplan, rataplan, rataplà!!!!!!

Milano (anni '50)