Antichi mestieri

"Il latte che si otteneva dagli animali veniva riscaldato e ad esso si aggiungeva " u quagghju", per cagliarlo e fare "u casu", il formaggio. La pasta fresca del formaggio, prima che fosse messa nelle forme, si chiamava "tuma".mastrheda, utilizzata durante la preparazione della ricotta e del formaggio per raccogliere il siero Al siero che era rimasto si aggiungeva altro latte, con l'aggiunta di erbe selvatiche e ramoscelli di fico, e si otteneva la ricotta. Formaggio e ricotta venivano messi in cestelli di varia grandezza, detti "fascedi", costruiti con steli di ginestra intrecciati. Per far cagliare il latte, non si usavano un tempo prodotti chimici, ma un prodotto naturale ricavato dallo stomaco del capretto ancora lattante. Lo stomaco, contenente solo latte, veniva essiccato e cosi si otteneva "uqugghju", che, sciolto in acqua tiepida, veniva aggiunto al latte ed era un ottimo coagulante. "





© Franco Politi - Tutti i diritti riservati. - È vietata la riproduzione, con qualsiasi mezzo, analogico o digitale, anche parziale, senza consenso.