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IL MENDICO CENTENARIO
Radio Cronache Rimate - Alberto Cavaliere (1897-1967)



Pomicio Songiu è un mendicante onesto,
povero in canna, un vecchio solitario;
ha celebrato il proprio centenario
senza chiassate, semplice e modesto.

Porta in giro per Roma i suoi brindelli
da novant'anni, è pieno di salute
vive delle briciole cadute
dalla mensa di Dio, come gli uccelli.

Gli hanno offerto un asilo e ha rifiutato:
ognuno s'affeziona al suo mestiere;
da novant'anni ormai, tutte le sere
per tetto ha la gran volta del creato

e, mentre dorme, aspira le fragranze
dei bei giardini: platani e mortelle
velan per lui le lampade e le stelle,
simili agli " abat-jours" delle romanze.

La strada è la sua casa ed il suo pane;
e dalla strada, spettator dimesso,
vide passar la Storia ed il Progresso,
indifferente alle vicende umane,

accompagnare lungo i ponti e gli archi,
e le mura vetuste ed imponenti,
trionfi e fughe d'uomini potenti,
di tribuni, di papi e di monarchi.

E la Storia, passandogli vicino,
strana signora allegra e disinvolta,
gli soleva gettar di volta in volta,
con nuova effige, un picciolo, un soldino,

mentre il Progresso, in omnibus, in tram,
in auto, in folli macchine omicide,
faceva crescer l'offa: un giorno vide
le cinque lire (con dinanzi un "am").

Vide i colleghi suoi, di guerra in guerra,
diventar ricchi ed acquistar palazzi,
da cui, venduti i mobili e gli arazzi,
uscivan altri a stendersi per terra.

Ma con tutte le macchine oggi apparse,
sa che per lui le briciole cadute
dalla mensa di Dio son divenute
sempre più grige e sempre un po' più scarse.

E vi racconta cose memorande
fatte ottant'anni fa con una lira:
« Che tempi pei mendichi » egli sospira:
la concorrenza adesso è troppo grande.

E mentre l'offa cresce, i suoi proventi
si fan più magri. E poi, fiuta nell'aria,
con la nuova riforma tributaria,
una nuova sfornata di pezzenti!