LETTERA DI PIERINO
Radio Cronache Rimate - Alberto Cavaliere (1897-1967)



a Henry Truman

Pierino il compito
non vuol più fare;
la bomba atomica
lo fa tremare.

E in una lettera
scritta da amico
al potentissimo
signor Enrico

-- che dell'America
è il Presidente -
questo pericolo
gli fa presente:

Vede, illustrissimo,
io son qui, chino
sugli arzigogoli
del mio latino,

ma mi disanima
questo pensiero,
terrorizzandomi
più d'uno zero:

che come un fulmine
la bomba, esplosa,
distrugga l'ultima
...rosa la rosa.

Tutti conoscono
la geografia
quanto barbifera
purtroppo sia:

io di moltissime
città importanti
imparo il numero
degli abitanti;

poi, se d'un subito
scoppia la bomba,
a tante vittime
scava la tomba,

ed in un attimo
saranno tutte,
quelle magnifiche
città, distrutte;

se quella pillola
le può annientare,
è più che inutile
starle a studiare.

Così, d'altr'epoche
studio la storia,
e imparo celebri
date a memoria,

con un fastidio
che non le dico...
Caro e illustrissimo
signor Enrico,

faccia. che i posteri
- se vi saranno -
studiar non debbano
il giorno e l'anno

in cui l'orribile
bomba guerriera
ridusse in polvere
la terra intiera!

Questa la lettera
del buon Pierino;
e a sottoscrivere
quel sermoncino,

non solo i piccoli
son pronti, in fondo,
ma donne ed uomini
di tutto il mondo.

Iddio v'illumini,
- signori grandi ,
e un'altra tattica
vi raccomandi:

firmate un ordine,
che senza indugio
l'uso ripristini
dell'archibugio;

fate che bastino
lance e mitraglie,
se inevitabili
son le battaglie,

ma che, con opera
molto assennata,
la bomba atomica
sia liquidata.

E lei, longanime
signor Enrico,
cerchi d'intendersi
col suo nemico:

legnate, scoppole,
ma bombe niente!
Pierino sciopera,
diversamente.