LUNA PARK
Radio Cronache Rimate - Alberto Cavaliere (1897-1967)



II « Luna Park »: oh regno allucinante
di povere dolcissime illusioni,
dove la vita è un'orgia di canzoni
urlate da un grammofono gigante...

E' il paradiso degl'innamorati,
è l'Alambra dei poveri, e promette
sogni e regali a l'umili servette,
ai bambini, alle balie ed ai soldati.

Sono d'una magia stupefacente
quei cavalli di legno o di cartone,
capaci di schiodarci dal groppone
venti o trent'anni come fosse niente.

E solo qui, per mio convincimento,
son tutti i nostri mali e i nostri torti:
che un dì smettiamo i calzoncini corti,
o che un dì ci congeda il reggimento,

e chiediamo alla vita altre virtù,
un'altraa giostra è quella che ci attende:
per noi, quel giorno, leva le sue tende
il « Luna Park », e non ci andremo più.

Sarebbe bello se i commendatori,
non pensando all'ufficio o alla carriera,
anche loro accorressero ogni sera
al gaio appello:- « Venghino, signori! »

se, come il soldatino intraprendente
o ,lo scolaro della terza classe,
il mondo le sorprese si aspettasse
dal «Tunnel delle Streghe» solamente,

cercasse le emozioni più impensate
nel « Padiglione delle Meraviglie »,
sparando solo contro le bottiglie
o contro le palline colorate;

se la vita corresse a tutto sprone
solo su quell'ardito ottovolante;
se a soddisfare i sogni di un'amante
bastassero una giostra e una canzone.

Ma in così pochi ormai sono restati
ad apprezzar la vera poesia:
forse soltanto, alla periferia,
i bambini, le balie ed i soldati.