MILANO
Radio Cronache Rimate - Alberto Cavaliere (1897-1967)



"Campanile d'ora"

Non si può far con Roma un parallelo,
dicon: « Milano, patria di mercanti
che non vedon più su d'un grattacielo;
dove l'industria ha sopraffatto l'uomo
e ha soffocato gli angeli ed i santi
sospesi sulle cuspidi del Duomo ».

Ma in certe notti, quando con le insegne
al neon abbacinanti nella vuota
Piazza il sonante traffico si spegne,
scendon da quegli aerei fantasmi
sogni sublimi, e nella pace immota
l'anima vibra in lirici entusiasmi.

Gli àuguri sacri, quando tu nascesti,
non chiesero presagi agli avvoltoi,
né di te si curarono i Celesti;
né scavaron per te solchi quadrati
illustri figli di superbi eroi
dagli occhi foschi di predestinati.

Celti raminghi sulla tua pianura
edificaron lungo le molte acque
povere case senza architettura,
nel segno d'una scrofa: e da quel boccio
umile e gramo, prodigiosa nacque
la città del Comune e del Carroccio.

Ed oggi un maschio fascino si spande
dalla fatica che ti rende insonne,
prospera e gaia, generosa e grande.
Ed anche se il tuo cielo è senza incanti,
amo il tuo cielo; e abbraccio le tue donne,
e abbraccio i tuoi poeti e i tuoi mercanti.