NOI VOGLIAMO QUEST'UOMO MINISTRO !
Radio Cronache Rimate - Alberto Cavaliere (1897-1967)



1955. Ad Albino, in provincia di Bergamo, un modesto cittadino scrive al sindaco, chiedendo che gli sia aumentata la tassa di famiglia.

Siamo corsi sul luogo a informarci:
c'è quell'uomo! Incredibile, strano,
c'è quell'uomo, ed è proprio italiano,
di linguaggio, di nome, d'altar.
Noi non siam fra coloro che han detto,
nell'apprender l'insolita gesta:
« Forse il caldo gli ha , dato alla testa
e le tasse vuoi farsi aumentar... ».
Ma abbiam detto, commossi e stupiti:
« Mentre qui vedi tanti signori,
incalliti e potenti evasori,
i milioni, i miliardi occultar,
mentre vedi innocenti fanciulli,
lì, pendenti dal labbro paterno,
imparare a imbrogliare il Governo,
come il babbo dal nonno imparò,
trovi un uomo che al sindaco scrive
denunciando i suoi miseri "ghelli ",
ché un balzello gli aggiunga ai balzelli:
quest'enorme novella vi do! ».

E ciò accade nel nostro Paese,
in quest'almo sublime Stivale,
dove il fisco è il nemico mortale
che ci chiama a un'eterna tenzon;
un paese ove tutti son furbi,
ov'è legge che ognuno dell'altro
si dimostri più bravo e più scaltro
eludendo la legge Vanon:
dove tutti son nullatenenti,
qui in Italia, c'è un buon cittadino
che immortala il villaggio d'Albino,
ch'è d'esempio all'intera Nazion.
Tremelloni, che attendi tu dunque
a salire sul primo diretto,
a cercar di quell'uomo perfetto,
ch'è disposto a pagare di più,
e a gridargli stringendolo al petto:
« Il mio tipo ideale sei tu! ».
Segni, Segni, che attendi tu dunque,
con sincero legittimo orgoglio,
a crear un novel portafoglio,
portafoglio chiamato: Onestà,
e ad offrirlo "a quell'uomo d'Albino,
non importa se destro o sinistro?
Noi vogliamo quell'uomo ministro,
rataplan, rataplan, rataplà!