QUATTRO NOVEMBRE
Radio Cronache Rimate - Alberto Cavaliere (1897-1967)



Fantaccini del Grappa e del Piave,
il mio canto quest'oggi è per voi;
è, più ancora, per tutti gli eroi
che la morte sul campo mieté.
Un nostalgico canto, e a sentirlo,
una lacrima forse ci scappa...
Veterano del Piave e del Grappa,
il mio cuore quest'oggi è con te.
A pensarci, son trentasette anni:
siamo ormai delle vecchie carcasse:
i chiamati dell'ultima classe
che sul Piave in quei dì si batté,
hanno adesso la chioma imbiancata
(quando l'hanno, la chioma, o fratelli:
sul mio capo, di tanti capelli,
-li ho contati - ne restano tre).
Eravamo i ragazzi di ferro,
ma quel ferro ha la ruggine ormai:
tante volte, se prendo il tranvai,
c'è qualcuno che il posto mi dà.
Ma a pensare a quel tempo lontano,
(strana cosa!) nel cuore sereno
ci sentiamo trent'anni di meno,
pur essendo dei vecchi papà.

Giovinezza d'Italia... La vita
era un sogno di fresche rugiade.
Si cantava per tutte le strade:
« Soldatino, non farti ammazzà...».
Egli invece si fece ammazzare,
affrontando i « cecchini » e l'iprite;
e seicento migliaia di vite,
son rimaste per, sempre lassù,
sull'immane petraia del Grappa,
sulle dune del Carso assetato:
sgorgò il sangue dal loro costato
come quello di Cristo Gesù.
Benedetto quel sangue! Il nemico,
come al tempo dei Cimbri o dei Galli,
risaliva in disordin le valli
già discese con tanto clamor.
Sulle rive del piccolo fiume
quella volta ci demmo la mano,
ci dicemmo così: « Paesano,
qui sul Piave si vince o si muor ».

Questo è il giorno del nostro ricordo,
paesani di tutte le guerre:
pur dispersi per tutte le terre,
gl'italiani vi han tutti nel cuor.
Noi pensiamo alla gloria d'allora,
a quell'alba di sante promesse:
il destino falciò quella messe,
germogliata da tanto dolor.
Ma il Signore, e dobbiamo lodarlo,
lo Stivale l'ha fatto così:
più la gente s'affanna a sfasciarlo,
più ritrova la forma di un dì.
Ecco,è in piedi di nuovo: sì,dentro,
vi si pigian degli uomini strani,
questi eterni rissosi italiani,
che già il cielo più volte punì;
ma pensando alla patria del cuore,
come un giorno sul ponte,a Bassano,
quando occorre si dànno la mano:
anche loro son fatti così.