RICONOSCENZA
Radio Cronache Rimate - Alberto Cavaliere (1897-1967)



Fra le leggi meschine e complicate
che governano il mondo all'età nostra,
in cui le turbe corrono affannate,
in cui la vita è una continua giostra,
c'è pure questa, e non vi son rimedi:
chi non ha soldi deve andare a piedi.

Pel "maragià di Gwàlior, che si trova
a Nuova York in placida vacanza,
quella legge, davvero, era un po' nuova:
lui quattrini ne ha sempre in abbondanza
e spende senza il minimo imbarazzo:
i conti, glieli mandano a palazzo.

Gira con servi e segretari a tergo,
per cui va sempre senza ún soldo in tasca;
ma un giorno, uscito solo dall'albergo,
fu sorpreso per via da una burrasca.
Salito su un tranvai, tranquillamente:
« Non ho denaro », disse al conducente;

« vi prenderete il piccolo disturbo
di mandare in albergo... ». Il bigliettaio
lo alzò di peso: « Tu vuoi fare il furbo?
Fila d'urgenza!... ». Un giovane operaio,
impietosito, disse: « Poveretto! ».
Fece uno sforzo e gli pagò il biglietto.

Il "maragià ", che ha un'ottima natura,
commosso da quel gesto da... museo,
come si fa nei libri di lettura,
tese la mano all'umile plebeo:
« Io sono un "maragià ", caro signore:
vi ricompenserò. Grazie di cuore ».

Fra le risate uncnimi: « Eccellenza »,
rispose l'operaio, « se è per questo,
non state a disturbarvi: confidenza
per confidenza, sono Giorgio sesto... ».
Però, gli saltò in testa il ghiribizzo
di dargli il proprio nome e l'indirizzo.

Il "maragià" rincasa entusiasmato:
« Bisogna che a quel giovane dimostri
la mia riconoscenza ». E gli ha mandato
cinquemila rupìe che in soldi nostri
(dico « nostri », si sa, così per dire)
saranno almeno centomila lire...

Spinto da quell'esempio incoraggiante,
ieri ho pagato il tram a sei persone;
m'hanno risposto tutte: « Grazie tante »,
ma inutilmente ho atteso il guiderdone.
Pensate che sfortuna, amici miei:
neppure un "maragià " fra tutt'e sei!