SALUTO ALL' ESTATE
Radio Cronache Rimate - Alberto Cavaliere (1897-1967)



La natura, vestitasi di fiori,
sta facendo una mostra personale,
che batte indubbiamente ogni Biennale
per fantasia di forme e di colori:
io non m'atteggio a critico, signori,
ma a mio giudizio non dipinge male.

Con tutti quei millenni sulle spalle,
non muta mai, fantastica, leggera:
le stesse rose, bianche rosse gialle,
che fan ritorno ad,ogni primavera;
la stessa umanità che attende e spera,
inseguendo il denaro e le farfalle;

gli stessi toni azzurri, ond'io m'estasio...
In questi giorni iniziano le ferie:
mio figlio n'è felice (fa il ginnasio,
ha meno quattro in tutte le materie,
legge romanzi polizieschi a serie
e disprezza Manzoni e Metastasio).

Un ciuco raglia in lunghe note estrose
(invidio il ciuco, sommo analfabeta);
il vento passa caldo di maliose
fragranze (invidio il vento ch'è un poeta),
accarezzando i glicini, le rose,
le donne, passa e fugge senza mèta.

E il sole guarda, un sole innamorato,
pittore prodigioso e incandescente.
Ciao, vecchio sole,, ciao! Noi, veramente,
credevamo d'averti disgustato:
certo, dev'esser poco divertente
far da candela a questo mondo ingrato.

Benché, visto dall'alto, ad un dipresso
sia sempre quello il mondo, io nei tuoi panni
sarei scappato via già da vent'anni,
senza mostrarmi più, te lo confesso!
Invece, eccoti qua, sempre lo stesso,
indifferente al tempo ed ai malanni.

E annunzi ancor l'estate luminosa,
svegliando fantasie crepuscolari,
baci le donne dai vestiti chiari
e dai pensieri di color di rosa;
ed inebri i poeti ed i somari,
che spesso sono poi la stessa cosa.