SANTA CECILIA
Radio Cronache Rimate - Alberto Cavaliere (1897-1967)



E' questo il giorno tuo, santa Cecilia.
Mi ricordo d'un tempo assai lontano,
quando, fra la domestica mobilia,
era un disdoro se mancava il piano,
quand'era ancora, il pianoforte a coda,
una necessità più che una moda.
Venivano gli amici, i conoscenti;
e la madre orgogliosa: « E' tanto brava... ».
La sorellina allor ci deliziava
con una suonatina di Clementi.
Ma era bello veder sulla tastiera
correr due bianche mani, e una figura
snella curvarsi sulla partitura
in un atteggiamento di maniera.
Sapeste che tristezza mi procura
il fatto che mia figlia è ragioniera».

Ascolto, una canzone americana:
l'offre una ditta. Quella ditta abusa!
Santa Cecilia, vi domando scusa:
la musica moderna è così strana
(come ogni cosa, ormai meccanizzata,
l'abbiamo - si può dir - prefabbricata).
Dov'è quell'arte semplice ed eterna,
« che tanti cuori ha scossi » Oh, per favore,
dateci ancora un po' di « Trovatore »!
In tutta questa musica moderna
c'è qualche cosa che il mio gusto umilia.
E sogno ancora il vecchio melodramma:
« Il Trovatore » non è più in programma,
ma con la vita ancor mi riconcilia.
E sogno il pianoforte della mamma...
E' questo il giorno tuo, santa Cecilia.