SERENATA ALL'OSCURO "GIRINO"
Radio Cronache Rimate - Alberto Cavaliere (1897-1967)



Non Bartali, non Coppi, o corridore
che pedalando vai senza respiro,
curvo gregario: il vero eroe del « Giro »
sei tu, con la tua fede e il tuo sudore,

pedalatore onesto ed animoso,
di cui nessuno mai grida all'arrivo
l'ignoto nome e a cui l'aperitivo
non offre con orgoglio alcun tifoso,

mentre dinanzi a Gino, innanzi a Fausto
fremon le turbe estatiche e devote,
pronte a gettarsi sotto quelle ruote,
nel fremente delirio, in olocausto;

tu, cui nessuna donna, alla partenza,
appunta un fiore sulla maglia stinta
(forse solo tua madre è ancor convinta
che ti aspettan la gloria e l'opulenza);

tu che ignori l'ebbrezza del successo
tu resti sempre in coda alla classifica;
tu, per cui mai nessuno si sacrifica,
e ripari le gomme da te stesso;

che giungi puntualmente sessantesimo
e sei così modesto e poco scaltro,
ma sogni che il cronista un giorno o l'altro
ti chiamerà col nome di battesimo,

o « il veltro di Vigevano, di Como... »,
« il falco di Vercelli, di Legnano....»,
« lo scalatore », « lo stantuffo umano »,
tu sei l'eroe del « Giro », pover'uomo,

tu che lungo le strade senza fine,
per diventar l'eroe d'una giornata,
macini la tua fede impolverata,
ultimo Don Chisciotte in mutandine;

l'eroe sei tu, tenace corridore,
che non sarai mai falco né levriero
e che vinci una tappa col pensiero,
da dedicare al tuo lontano amore,

tu che un bel dì, col primo reuma in vista,
alquanto giù di gambe e di coraggio,
dimesso tornerai nel tuo villaggio,
per aprire un negozio di ciclista.