TARZAN, ULTIMA EDIZIONE
Radio Cronache Rimate - Alberto Cavaliere (1897-1967)



Nel deserto arabico è stato trovato un ragazzo di dodici anni, che viveva con un branco di gaZZelle.

Abbandonato da un'ignota madre
in un deserto sconfinato e brullo,
venne allevato il povero fanciullo
dalle gazzelle: timide, leggiadre,

innocue, velocissime bestiole
dall'occhio umano, dal mantello bianco;
e apprese a brucar l'erba insieme al branco,
a correr sempre, ad amar l'aria e il sole.

L'han catturato, gli uomini; e si spera
che torni un uomo, come un giorno nacque...
L'ardita fantasia che un di ci piacque
nel "Libro della Jungla", oggi s'avvera...

La civiltà l'opprime: e la intravede
appena appena, ancor, da un ospedale,
la civiltà, che intorno a un capezzale
ha il volto della scienza e della fede:

medici, suore, balsami e sorrisi..
Ma invan gli offrono creme, uova, biscotti:
lui vuole il suo deserto e le sue notti,
i suoi risvegli trepidi e improvvisi

sotto il gran cielo; timido e selvaggio,
vuol la sua erba il piccolo ribelle,
sogna il ritorno fra le sue gazzelle:
non comprende degli uomini il linguaggio.

L'uomo, per lui, non è che un cacciatore
che insegue le gazzelle e che le uccide;
dell'uomo altro non seppe; altro non vide,
nell'uomo, che un nemico e un traditore.

E il giorno in cui saprà che non soltanto
uccide le gazzelle?... Oh, che paura!
I suoi miti compagni di ventura
sognerà forse con maggior rimpianto.

Forse, però, quel giorno avrà gustato
il sottile veleno della vita,
e troverà la crema più squisita
che l'erba del deserto sterminato;

troverà che la carne è meno ignobile
di quanto gli sembrava a tutta prima;
forse avrà dato tutta la sua stima
alle scarpe, ai vestiti, all'automobile...

E a poco a poco scorderà il deserto
e le gazzelle dal grande occhio umano:
c'è già, a Bagdad, un creso mussulmano
che d'adottarlo subito s'è offerto.

Ricco, Tarzan, in guanti e caramella,
tutto rasato, affabile, elegante,
entrando un giorno in qualche ristorante,
ordinerà: Spezzato di gazzella .