UN POPOLO VIAGGIATORE
Radio Cronache Rimate - Alberto Cavaliere (1897-1967)



Voi lo vedete, siamo ancora a terra;
eppure si viaggia, o bene o male,
in questo nostro povero Stivale,
il doppio e più rispetto all'anteguerra:
altrove i treni vuoti, e qui da noi
la gente in piedi lungo i corridoi.

Noi sdegniamo la vita sedentaria,
commessi viaggiatori per natura;
peschiamo sempre un sogno o un'avventura
per mezzo della rete... ferroviaria:
forse perciò, da Como ad Agrigento,
questo Paese è sempre in movimento.

L'italiano è colui che dell'orario
non ha, generalmente, alcuna stima;
ma al treno giunge sempre un'ora, prima,
con sé portando tutto il necessario.
E in tempi di catastrofi e di guai
perdé a volte l'onor, ma il treno mai.

E' colui che di fischi, a malincuore,
costretto per vent'anni a fare a meno,
s'accontentò d'udir quello del treno:
e, per tenerlo buono, il dittatore,
oltre all'aquile d'oro e agli alamari,
pensò di dargli i treni popolari.

La prima cosa a cui ponemmo mano,
cominciata la ricostruzione,
furon le ferrovie: non c'è stazione
che non sia a posto, in ogni centro urbano,
con la tettoia, il bigliettaio insonne,
la dilettosa scritta: " Uomini " " Donne ".

In giro per affari o per diporto,
dopo tanta rovina, è forse in treno
ch'oggi apprezziamo e comprendiamo appieno
le gioie della pace e del conforto;
e ci pentiamo dei commessi errori,
tornati ormai... commessi viaggiatori.

(1948)