Biangardi I Biangardi

Francesco e Vincenzo Biangardi, padre e figlio, napoletani, entrambi seguaci della tradizione scultorea presepiale della seconda metà dell’ 800. La loro arte si rifà completamente alla scultura popolare napoletana tipica dei modellatori di figurine da presepe del XVIII secolo e realizzata con materiali vari. Le sculture del figlio Vincenzo appaiono più aderenti al gusto accademico dell’epoca e più curate nelle forme anatomiche e nelle proporzioni.

  • Le Opere a Cittanova

  • le varette del Venerdì Santo.



    Il Cristo di Biangardi
    Il "Cristo"
    di Vincenzo Biangardi
    Lo scultore Francesco Biangardi è nato a Napoli il 23/02/1832 ed è morto a Caltanissetta nel 1911. Il figlio Vincenzo, scultore dotato di notevole talento, morì a trent' anni, il 24/09/1890, per mano assassina.
    I Biangardi sono giunti a Cittanova dopo un incontro, a Napoli, con Don Camillo Palermo, priore della Congrega del Preziosissimo Sangue dell'Arcipretura di San Girolamo.


    Le statue della passione, i cosiddetti "Misteri", raffigurano scene della passione ed iniziano con quella del "Cristo nell'orto degli ulivi" e terminano con quella del "Cristo Morto" e dell'"Addolorata". Esse sfilano per le vie cittadine, portate in spalla, il venerdì della Settimana Santa.
    I gruppi dei "Misteri" presenti sono senz'altro quelli più rappresentativi per numero ed ampiezza scenica con evidenti riferimenti a note iconografie della storia dell'arte.
    Il gruppo della Pietà, firmato e datato 1866, ricorda una analoga composizione seicentesca dei Carracci mentre il Cristo Morto ricorda opere del settecento napoletano. In quest'ultimo gli angeli sono opera documentata della bottega dei Morani di Polistena.


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