I sentieri dello Zomaro e dell'intero Aspromonte
Aspromonte: i sentieri
Il Parco Nazionale dell'Aspromonte
Zomaro: il laghetto
Zomaro: il laghetto

Il massiccio aspromontano

Aspromonte Aspromonte Il massiccio aspromontano, a forma di grande piramide tronca fortemente inciso dalle numerose valli di erosione, è caratterizzato dai "Pianalti" la cui serie superiore, posta al di sopra dei 1200 metri, comprende i piani di Zomaro, Zillastro, Zervò e di Carmelia mentre i rilievi del massiccio sfiorano i 2000 metri (Montalto - 1956 metri).
La genesi dei piani sarebbe riconducibile a movimenti di sollevamento differenziato prodotte da faglie dirette che avrebbero portato ad un sollevamento del massiccio in un periodo di tempo relativamente breve.


Tra questi ripiani si interpone una serie di superfici ripide, dalle forme aspre, continuamente erose (specialmente nel passato) dalle fiumare che vi scorrono in gole anguste che modellano profondi valloni (veri e propri canyons) contornati da zone selvagge ed incontaminate. Tra le principali gole quella del Menta, Amendolea, San Pasquale, Palizzi, Laverde, Aposcipo, Ferraina, San Leo, Buonamico.
Spettacolari cascate sono quelle di Maesano, Forgiarelle, Aposcipo, Galasia mentre una enorme frana precipitata la notte del 31 dicembre 1972 nel letto della fiumara Buonamico ha dato origine al Lago Costantino.


In questo scenario di crinali irti svettano pittoresche formazioni di roccia Montalto: il Redentore (Pietra Cappa, Pietra Castello, Pietra di Febo, Pietra Mazzulisà, Rocche di San Pietro, Aria di vento, Tre Pizzi, Torri di Canolo).
foto animata Il territorio è popolato da una fauna che comprende il cinghiale, la volpe, il gatto selvatico, lo scoiattolo, il lupo. Tra i rapaci presenze importanti sono quelle del gufo reale, del falco pellegrino nonchè dello sparviero, del barbagianni, e della civetta. È stata notata anche la presenza di qualche esemplare di aquila del Bonelli. La flora varia dalle distese di felci e di eriche, alla formazione di ginestra, agli aceri, alle associazioni di faggio e pino laricio, fino all'abete bianco a quote più elevate. Le faggete interessano, per estensione, più il versante tirrenico che quello ionico. A quote inferiori si collocano la quercia ed il castagno che ricoprono in modo minore le pendici montane mentre sono molto diffusi nelle colline adiacenti. Di interesse scientifico sono due rare felci tropicali di grandi dimensioni quali la Pteris vittata e la Woodwardia radicans ed il Ranunculus omiophyllus.

Il Parco

Il parco comprende una superficie di circa 66.000 ettari (prima della riperimetrazione la superficie era di oltre 76.000 ettari pari al 21% della superficie della intera provincia di Reggio Calabria). Istituito con il D.P.R. del 14.01.1994 questa superficie ricade in 36 comuni. La riperimetrazione del Parco Nazionale dell'Aspromonte è stata approvata con D.P.R. 10 luglio 2008, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n░ 231 del 02/10/2008 ed è entrata in vigore venerdì 17 ottobre 2008.
Prima dell'adozione del regolamento del Parco sono entrate in vigore le misure di salvaguardia pubblicate sulla G.U. del 29.03.1994 n░ 73.
Zomaro: il sentiero del brigante

All'art. 1 l'area del Parco nazionale dell'Aspromonte è suddivisa in due ambiti (zona 1 e zona 2). Il primo ambito racchiude le zone di rilevante interesse naturalistico, paesaggistico e culturale con limitato o inesistente grado di antropizzazione. Nelle restanti aree le zone di valore naturalistico, paesaggistico e culturale con minor grado di antropizzazione.
In questo territorio sono assicurate:

a) la conservazione di specie animai o vegetali, di associazioni vegetali o forestali, di singolarità geologiche, di formazioni paleontologiche, di comunità biologiche, di biotopi, di valori scenici e panoramici, di processi naturali, di equilibri idraulici ed idrogeologici, di equilibri ecologici;
mucche al pascolo
b) l'applicazione di metodi di gestione e di restauro ambientale idonei a realizzare una integrazione tra uomo ed ambiente naturale anche mediante la salvaguardia dei valori antropologici, archeologici, storici ed architettonici e delle attività agro-silvo-pastorali e tradizionali;

c) la promozione di attività di educazione, di formazione e di ricerca scientifica, anche interdisciplinare, nonchè di attività ricreative compatibili;

d) la difesa e la ricostituzione di equilibri idraulici ed idrogeologici.


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