Da Casalnuovo... a Cittanova

Il Decreto di Re Ferdinando II di Borbone delle Due Sicilie

Ferdinando II di Borbone delle Due SicilieFerdinando II di Borbone delle Due Sicilie

Decreto prescrivente che il comune di Casalnuovo assuma il nome di Cittanuova.

Napoli, 1 Aprile 1852.
FERDINANDO II. PER LA GRAZIA DI DIO RE DEL REGNO DELLE DUE SICILIE, DI GERUSALEMME ec. DUCA DI PARMA, PIACENZA, CASTRO ec. ec. GRAN PRINCIPE EREDITARIO DI TOSCANA ec. ec. ec.
Inerendo al voto umiliatoci da naturali di Casalnuovo per far sostituire al nome del proprio comune quello di Cittanuova;
Sulla proposizione del nostro Direttore del Ministero dello interno, ramo interno;
Abbiamo risoluto di decretare, e decretiamo quanto segue.

Art. 1. Il nome di Casalnuovo nella provincia della prima Calabria ulteriore prenderà il nome di Cittanuova.
Art. 2. Il nostro Direttore del Ministero dello interno, ramo interno, è incaricato della esecuzione del presente decreto.

Firmato, FERDINANDO.

Il Direttore della real Segreteria
e Ministero di stato dello interno
pel ramo interno
Firmato
S. MUMENA

Il Ministro Segretario di Stato
Presidente del Consiglio de Ministri
Firmato
FERDINANDO TROJA

A Napoli vi erano sette ministeri (Interni, Esteri, Grazia e Giustizia, Affari ecclesiastici, Finanze, Guerra e Marina, Polizia). In Sicilia vi erano altrettanti ministri responsabili più un luogotenente generale. In periferia, l'amministrazione era composta da una gerarchia di funzionari, nominati dal Re, che rispondevano al ministro dell'Interno: a capo delle Province vi erano gli intendenti, dei Distretti (frazioni territoriali delle province) i vice intendenti; a fianco dell'intendente c'era un consiglio provinciale responsabile della giustizia amministrativa.

I comuni erano amministrati da un consiglio, chiamato decurionato, i cui componenti (decurioni, tre per ogni 1000 abitanti o frazione di mille) erano nominati dall'intendente con l'approvazione del Re, sulla base di liste di “eleggibili” (compilate per censo o per capacità personali). Il consiglio proponeva ogni tre anni una terna di candidati tra i quali l'intendente, di concerto con il Re, sceglieva il sindaco. L'amministrazione comunale aveva alle sue dipendenze gli impiegati amministrativi, gli addetti ai pubblici servizi e il medico condotto.


tratto da: Giuseppe Ressa - Il Sud e l'Unità d'Italia
Edizione elettronica a cura del Centro Culturale
e di Studi Storici “Brigantino - Il Portale del Sud”