La Villa Comunale

Il salotto verde dei cittanovesi e dei visitatori

... una realtà urbanistica e ambientale di grande valore storico

La Villa Comunale, progettata dall'ingegnere svizzero Heinrich Fehr, su richiesta di Carlo Ruggiero (Monteleone 1814 - Cittanova 1885), è stata realizzata nel 1880.
Carlo Ruggiero, di nobile ed antica famiglia di Sorrento (Napoli), sposa Fortunata Marvasi, sorella del Senatore Diomede Marvasi, e si trasferisce a Cittanova dove ricopre la carica di sindaco dal 4 febbraio 1880 al 24 aprile 1885. Egli fece costruire la villa, a sue spese, per donarla al comune di Cittanova, con delibera del 29 marzo 1880.
Heinrich Fehr è stato anche progettista della villa Margherita di Catanzaro, oggi Villa Trieste, della villa Mazzini di Messina, della villa Mazzini di Palmi e di numerose altre ville in Calabria e in Sicilia. Il costo per la realizzazione fu di trentamila lire dell'epoca.
La villa ha una superficie di 26.515 metri quadri. In essa sono ospitate piante maestose ed imponenti, esotiche e rare (alcuni alberi addirittura unici in Italia).

Villa Comunale Cittanova, pagghiaredu

La villa Comunale è stata riconosciuta, nel settembre 1994, dalla soprintendenza per i beni ambientali, architettonici, artistici e storici, bene di particolare interesse e sottoposta a tutela dal Ministero per i beni culturali ed ambientali per i suoi valori naturalistici, urbanistici ed artistici.

Nella dichiarazione si legge che la villa comunale...

... rappresenta una realtà urbanistica e ambientale di grande valore storico e artistico, fortemente voluta da Carlo Ruggiero (Monteleone 1814 – Cittanova 1885) e successivamente donata al Comune di Cittanova nel 1880 dopo averne affidato la progettazione e l'impianto all' ingegnere svizzero Enrico Fehr di Slaus.

Collocata in un'area con terreno profondo e umidità ambientale relativamente alta, essa gode di condizioni di suolo e di clima che hanno consentito una vegetazione rigogliosa alle essenze tipiche della fascia mediterranea, di cui il leccio (Quercus ilex), il pino domestico (Pinus pinea), l'alloro (Laurus nobilis) e il corbezzolo (Arbutus unedo) sono i più tipici rappresentanti.
Anche essenze caratteristiche di flore esotiche si sono affermate con sorprendente successo. Infatti, nella Villa vegetano e raggiungono grandi dimensioni maestosi cedri del Libano (Cedrus deodara) e cedri dell'Atlante (Cedrus Atlantica) ma anche la sequoia della California (Sequoiadendron giganteum) ha trovato l'ambiente adatto a crescere fino a formare tronchi imponenti. Le località ove questi giganti vegetali possono crescere altrettanto rigogliosamente sono poche in Italia, e rarissime nel Meridione: presumibilmente questi esemplari di sequoia sono pressochè unici in Italia.
Dalla parte orientale del Nord America proviene il Liriodendron Tulipifera, l'albero dei tulipani; alla flora dell'India appartiene la Lagerstroemia Indica di cui un esemplare ha raggiunto, dopo oltre un secolo, dimensioni insolite per questa specie.

Il Viale che limita la Villa verso i cancelli d'ingresso, il Viale Regina Margherita, è fiancheggiato da due filari di una pregiata essenza del Nord America, la quercia rossa (Quercus Rubra).
Palme dalle Canarie (Phoenix Canariensis) e palme della California (Washingtonìa Robusta) costituiscono un bell' ornamento della parte del giardino in cui è collocato il busto di Carlo Ruggiero, eseguito dallo scultore Mommo Scionti nel 1910.
Simili alle palme nell'aspetto, ma profondamente diverse dal punto di vista evolutivo, alcune belle Cycas revoluta offrono anche un motivo di interesse scientifico alla villa: sono infatti piante che risalgono al Giurassico, circa sessanta milioni di anni fa, e rappresentano quindi una testimonianza di quella antica flora.
E' stato messo a dimora anche un esemplare di Ginkgo Biloba, un'altra pianta arcaica, scoperta soltanto nel 1754 (*), quando gli studiosi, la ritenevano del tutto estinta.
L'idea di base del progettista della Villa è stata quella di accogliere, il visitatore con un insieme tipico del giardino italiano rinascimentale, con siepi di bosso impreziosite da qualche volume sviluppato su linee verticali. L'impianto si sviluppa poi in una serie di percorsi che allontanano la visione dell'insieme, per sostituirla con una visione più ottocentesca e intima, ottenuta con la sapiente successione di ambienti raccolti e tranquilli. Vi si trovano il "laghetto", col suo belvedere sopraelevato, un percorso romantico, la fontana dei marmi con la memoria delle distruzioni apportate dai terremoti e lo stemma civico.

Ovunque sono presenti notevoli esemplari di azalee (magnifica la fioritura primaverile) e di camelie, alcune a fioritura precocissima. La parte che fa da cornice a questi due ambienti, peraltro raccordati tra loro in maniera sempre felice, è costituita da un'imponente serie di alberi di grande mole tra cui primeggiano i lecci del viale a monte e le sequoie del versante a Nord, verso la chiesa di San Rocco. Entro questa magnifica cortina di verde, gli elementi volumetrici più imponenti sono costituiti dai pini. Questi meritano un'attenzione particolare poichè, non si sa quanto volutamente, sono frequentissimi i tronchi bifidi o plurimi, i quali, se da punto di vista tecnico sono da considerarsi meno durevoli dei tronchi unici, colonnari, sul piano estetico raggiungono sorprendenti effetti di monumentalità.
Si tratta certamente di un "unicum" ambientale" e naturalistico di grande valore, un orto botanico di eccezionale bellezza e rarità, e costituisce per la città di Cittanova un punto di riferimento dell'intero comprensorio. Per quanto sopra, la Villa è tutelata (ipso-jure) ai sensi degli artt.. 1 e 2 della Legge 01.06.1939, n. 1089 (**), e quindi è da intendersi sottoposta a tutte le disposizioni di tutela contenute nella legge medesima.

(*) Nella dichiarazione si legge 1770 ma trattasi del 1754.
(**) La legge 1089/1939 reca norme a tutela delle cose di interesse artistico e storico; la legge n. 1497/1939 reca norme sulla protezione delle bellezze naturali.

Villa Comunale Cittanova, pagghiaredu

"Una Villa grandiosa, bellissima e dilettevole si vede surta quasi per incanto in pochi anni nella vasta pianura denominata Giardini, che sta a cavaliere di Cittanova. Forma l'obietto delle compiacenze dei cittadini, l'unico luogo delizioso alle signore che trovano agio allo scambio delle relazioni amichevoli, lasciando il monotono e ristretto vivere del paese col rendere allo spirito un giusto sollievo".
(Giovanbattista Gerardis, periodico "La Provincia", 25 marzo 1883)

Monumento Alberto Cavaliere, opera di Alik CavaliereMonumento ad Alberto Cavaliere
(opera di Alik Cavaliere)

La fontana dei marmi è stata costruita con i resti del convento dei Padri Alcantarini, distrutto dal terremoto del 1783, opera anch'essa dello scultore cittanovese Girolamo Scionti (Cittanova, 1º agosto 1875 – Cittanova, 23 febbraio 1964). Girolamo Scionti è stato allievo e collaboratore di Francesco Biangardi che nel 1893 gli affidò, ancora diciottenne, l'esecuzione delle tre croci per la varetta "La Crocefissione di Gesù al Calvario".
Nella Villa Comunale si trova il monumento al poeta, giornalista, Alberto Cavaliere (Cittanova, 19 ottobre 1897 – Milano, 7 novembre 1967), politico italiano, autore tra l'altro della "Chimica in versi".
Il monumento è opera del figlio di Alberto Cavaliere, Alik Cavaliere (Roma, 5 agosto 1926 – Milano, 5 gennaio 1998). Alik, scultore di notevole talento, è stato titolare della cattedra di scultura e direttore presso l'Accademia di Belle Arti di Brera (Milano).
La mamma di Alik era la scultrice Fanny Kaufmann, moglie di Alberto Cavaliere, di nazionalità russa e di religione ebraica, emigrata in Italia dopo la Rivoluzione Russa.

Sul basamento del busto a Carlo Ruggiero, opera dello scultore cittanovese Girolamo Scionti, collocato davanti all'ingresso principale della Villa Comunale, vi è l'iscrizione: "A CARLO RUGGIOERO IL MUNICIPIO E I CITTADINI RICONOSCENTI MCMIX".

La villa Comunale è stata intitolata a Carlo Ruggiero con deliberazione del Consiglio comunale numero 170 del 19 luglio 1973.


Alberi Monumentali CalabriaCalabria, Alberi Monumentali d'Italia
dati: Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali

All'interno della Villa Comunale si possono ammirare due dei centouno alberi, o sistemi omogegei di alberi, che si trovano nel territorio della Regione Calabria, inseriti nell'elenco del Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali quali Alberi Monumentali d'Italia ai sensi della Legge n. 10/2013 e del Decreto 23 ottobre 2014.
L'elenco degli alberi monumentali d'Italia, approvato nel dicembre 2017 e periodicamente aggiornato, è il risultato dell'attività di censimento, di esemplari, o sistemi omogenei di alberi, presenti sul territorio nazionale che si contraddistinguono per l'elevato valore biologico ed ecologico, per l'importanza antropologico-culturale, per lo stretto rapporto con elementi di tipo architettonico, per la capacità di significare il paesaggio, sia in termini estetici che identitari.
Il numero complessivo di alberi o sistemi omogenei di alberi iscritti in Elenco, integrato dalle nuove iscrizioni e dedotte le variazioni rilevate connesse alla perdita, di esemplari per morte naturale o abbattimento o perdita dei requisiti a causa dell'elevato deperimento strutturale e fisiologico ammonta a n. 3.662.
Gli alberi che si trovano nella nostra Villa Comunale sono il Pino Strobo, inserito nell’Elenco degli Alberi Monumentali d’Italia nel 2017, e la Sequoia Sempreverde, inserita con l' aggiornamento del 19/04/2019.

Genere Specie Nome Volgare
Sequoia Sequoia sempervirens Sequoia sempreverde
Pino Pinus strobu Pino strobo

La sequoia sempreverde ha una circonferenza del fusto pari a 435 centimetri e una altezza pari a 34 metri ed è stata scelta per forma e portamento, oltre che per età, dimensione e rarità botanica.
Il pino strobo ha una circonferenza pari a 380 centimetri ed una altezza pari a 35 metri, esso si caratterizza per età, dimensione e rarità botanica.
Altre specie di alberi, censiti tra i grandi alberi dell'Aspromonte, si trovano nelle immediate vicinanze del villaggio dello Zomaro.

Alberi Monumentali Villa CittanovaAlberi Monumentali d'Italia
Sequoia Albero Monumentale Villa ComunaleSequoia Sempreverde (al centro della foto)
Pino Strobo Albero Monumentale Villa ComunalePino Strobo (sullo sfondo)

Monumento ai Caduti Prima Guerra Mondiale

Nella Villa Comunale è collocato il monumento in bronzo ai soldati cittanovesi caduti durante la Grande Guerra, opera artistica dello scultore e pittore, cittanovese, Michele Guerrisi (Cittanova, 23 febbraio 1893 – Roma, 29 aprile 1963), insegnante di storia dell'arte all'Accademia Albertina di Torin,o dal 1924 al 1945, e dal 1946 titolare della cattedra di scultura all'Accademia di belle arti di Roma, di cui divenne direttore nel 1952.
L'opera e` stata commissionata a Michele Guerrisi nel 1918 (Consiglio comunale, Delibera n. 66 del 21 novembre 1918) e collocata nella villa comunale di Cittanova nella prima decade del mese di luglio del 1924, quasi cinque anni dopo.
L'altezza dell'opera è di metri 4.50, la tipologia è a cippo ed il soggetto è una figura di soldato (fante).
Un bozzetto in gesso di quest'opera è custodito presso il comune di San Giuliano del Sannio (CB) a causa della contemporanea esecuzione del momumento ai Caduti di quel comune; lo scultore Guerrisi presentò per la realizzazione dell'opera commissionata due studi in gesso, il primo era l’esatta copia della Vedetta di Cittanova.

Monumento ai Caduti Prima Guerra Mondiale

Duecentotrentotto soldati caduti, tanti sono i cittanovesi presenti nell’Albo d’Oro dei Caduti e Dispersi della Grande Guerra decretato con il Regio Decreto del 22 novembre 1925. Duecentotrentotto uomini e duecentotrentotto storie diverse; tanti soldati sono stati accomunati nello stesso giorno, nello stesso luogo, dal medesimo destino. Duecentodiciotto, invece, sono i nomi presenti sui due prospetti di questo monumento.

Tra le tante storie di guerra quella dei nove soldati cittanovesi che perirono tra atroci sussulti, per l’effetto dei gas asfissianti degli austro-ungarici, all’alba del ventinove giugno del 1916 sul Monte San Michele; una delle albe più tragiche per l'esercito italiano che combatteva sui primi contrafforti del Carso. L’alba del primo attacco con l'ausilio di gas effettuato sul fronte italiano, una miscela di cloro e fosgene. Per colpire i soldati italiani tramortiti dai gas venefici i soldati austriaci fecero uso anche di mazze ferrate.


Nel sito internet "luoghi.centenario1914-1918" l'opera è così descritta:

Monumento ai Caduti Prima Guerra MondialeMonumento ai Caduti, opera di Michele Guerrisi

Base quadrangolare poggiante su tre ordini di gradini, con lati posteriore e destro incassati nella pietra e lati frontale e sinistro in aggetto ed interamente visibili. sulla superficie di quest'ultimi sono applicate lastre bronzee rettangolari con lettere a rilievo, e precisamente, l'elenco in ordine alfabetico di 131 caduti e 38 dispersi in guerra, e di 49 soldati morti a causa della guerra. sulla sommità della base si imposta la figura potente ed icastica di un fante a torso nudo; è in posizione eretta con i piedi appoggiati sulla roccia, ha la gamba sinistra tesa, quella destra ripiegata e la mano sul fianco sinistro. il soldato è colto nel momento in cui osserva l'orizzonte, con sguardo fiero, in attesa del nemico; sulla testa ha l'elmetto, mentre con la mano destra regge la baionetta.

Nel passato, nella ricorrenza del "IV Novembre", il monumento era la meta del corteo dei Cavalieri di Vittorio Veneto Cittanovesi, con le loro onorificenze, dopo la celebrazione della S.S. Messa in memoria dei Caduti della Grande Guerra nella chiesa Matrice del nostro paese.

A cittanova sono stati decretati 216 reduci, residenti nel nostro comune, con medaglia d'oro e croce greca.
Cinquantadue reduci, che non avevano i requisiti per poter ottenere l’Ordine di Vittorio Veneto, sono stati insigniti della sola medaglia d'oro.

Cavalieri Vittorio Veneto Foto ricordo dei Cavalieri di Vittorio Veneto con il sindaco dell'epoca, avv. Arturo Zito de Leonardis


Il 2 febbraio 2019 è stato collocato, all'interno della Villa Comunale, un monumento a Teresa Talotta, donna resistente nata a Cittanova, l’8 settembre 1906, ucisa da una Luger di un soldato tedesco a Roma, il 3 marzo 1944 durante l’occupazione nazista, mentre tentava di raggiungere il marito, Girolamo Gullace, prigioniero dei tedeschi.
In una città, Roma, sotto l'occupazione nazista, flagellata dai bombardamenti e con gli alleati alle porte.
All’epoca dei fatti aveva già cinque figli e ne aspettava un sesto.
Secondo le testimonianze rilasciate, fra gli altri, dalla partigiana Laura Lombardo Radice, dopo aver scorto il marito alla finestra tentava di avvicinarsi a lui, forse per consegnargli del pane e formaggio o solo per parlargli incurante del divieto urlatole da un sottufficiale tedesco che spara e la uccide barbaramente. Nel pomeriggio dello stesso giorno dell'uccisione Laura Lombardo Radice e Pietro Ingrao stendono il testo di un manifestino sull'accaduto, ampiamente diffuso.

La sua figura divenne ben presto un simbolo della resistenza romana; la sua vicenda venne inoltre ripresa e resa celebre dal regista Roberto Rossellini, che prenderà spunto dalla Talotta per il personaggio della Sora Pina, interpretata da Anna Magnani nel film "Roma città aperta".
L'opera, in bronzo, di altezza pari a metri 2.20, è opera dello scultore cittanovese Giuseppe Guerrisi.


The Towns Botanical Gardens was planned by the Swiss engineer Enrico Fehr on request by Carlo Ruggiero (Montelone 1814 – Cittanova 1885), and was completed in 1880.

It covers an area of 26,515 square meters. It boasts majestic and imposing plants many of which are uncommon and exotic. Some of the trees are unique in Italy.
Here we find magnificent Sequoias, the Cedar of Lebanon, the Juniper of Virginia, the Roman Pine; the Holm Oak is also present. There list goes on with the Maple tree, the Platanus Acerifolia, the Tulip Tree, the Paulowinio, the Oak Rubre, the Weeping Willow, the Pagoda Tree, the Prunus and Robin's Acacia.

The Villa has been recognized as having particular artistic, historical and botanical interest. and is under the protection of the Ministry for Culture and Environment also for its naturalistic, urban and artistic value.

(translation by Martino De Marco)

Villa Comunale Cittanova
Villa Comunale Cittanova
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