
... una realtà urbanistica e ambientale di grande valore storico

La Villa Comunale, progettata dall'ingegnere ed agronomo svizzero
Heinrich Fehr (Niederweningen ZH 1831,
Messina 1887), su richiesta di Carlo Ruggiero
(Monteleone 1814 - Cittanova 1885), fu realizzata nel 1880 nel sito dove già esisteva un
"pubblico giardino" formato da pioppi vetusti, dismessi nel 1879 (come documentato da una
delibera comunale)
per fare posto a nuove piantumazioni con l'obiettivo di creare uno spazio di bellezza, ombra e respiro per la collettività.
La superficie
iniziale, di impianto, della villa comunale era ridotta rispetto alla superficie attuale e la Villa era dotata di un
solo ingresso dal prospiciente Viale. Di contro
notevolmente estesa era la superficie circostante utilizzata quale giardini pubblici.
Carlo Ruggiero, di nobile ed antica famiglia di Sorrento (Napoli), sposa Fortunata Marvasi, sorella del
Senatore Diomede Marvasi, e si
trasferisce a Cittanova dove ricopre la carica di sindaco dal 4 febbraio 1880 al 24 aprile 1885.
Illuminato e sensibile al progresso del nostro paese egli fece costruire la villa, a sue spese, per donarla al comune di Cittanova, con
delibera del 29 marzo 1880.
Un luogo pensato per il tempo libero e il benessere dei cittadini. Un progetto lungimirante che ancora regala bellezza e qualità
alla nostra città.
I giardini pubblici con
la fontana dell'Olmo
Heinrich Fehr fu anche progettista di importanti parchi e giardini pubblici del Mezzogiorno, tra cui Villa
Margherita a Catanzaro, Villa Giuseppe Mazzini a Messina e Villa Giuseppe Mazzini a Palmi, oltre a numerose altre ville realizzate
tra la Calabria e la Sicilia. La realizzazione della Villa Comunale di Cittanova ebbe un costo complessivo di trentamila lire dell’epoca,
una cifra significativa per quegli anni.
Essa occupa una una superficie di 25.620 metri quadri (la villa comunale propriamente detta e i giardini pubblici
antistanti). I quattro giardini comunali, di forma triangolare, sono divisi da due vialetti
che, incrociandosi nel punto centrale dove è collocata una
vasca monumentale, formano una "X"
(mappa della Villa Comunale).
Questa vasca fu realizzata in occasione dell’inaugurazione del civico acquedotto comunale, avvenuta il 1° giugno 1932, alla presenza
dei Principi di Piemonte, Umberto e Maria Josè di Savoia.
Prima ancora proprio in questo punto trovava collocazione l'attuale Fontana
dell'Olmo, oggi ubicata in Piazza Alberto Cavaliere (ex Piazza Olmo) del
nostro centro abitato. Due fontane e quasi un secolo di storia cittanovese.
Nella villa comunale sono ospitate piante maestose ed imponenti, esotiche e rare (alcuni alberi
addirittura unici in Italia).

La villa Comunale è stata riconosciuta, con notifica del 19 settembre 1994 (prot. n. 12677 del Comune di Cittanova), della Soprintendenza per i Beni Ambientali, Architettonici, Artistici e Storici di Cosenza, bene di particolare interesse storico-artistico. Per i suoi rilevanti valori naturalistici, urbanistici e artistici, è stata quindi sottoposta a tutela ai sensi della normativa in materia di beni culturali e ambientali da parte del Ministero per i Beni Culturali e Ambientali.
Nella dichiarazione si legge che la
villa comunale...
... rappresenta una realtà urbanistica e ambientale di grande valore storico e artistico, fortemente
voluta da Carlo Ruggiero
(Monteleone 1814 – Cittanova 1885) e successivamente donata al Comune di Cittanova nel 1880 dopo averne
affidato la progettazione e l'impianto all' ingegnere svizzero Enrico (Heinrich) Fehr.

Collocata in un'area con terreno profondo e umidità ambientale relativamente alta,
essa gode di condizioni di suolo e di clima che hanno consentito una vegetazione rigogliosa alle essenze
tipiche della fascia mediterranea, di cui il leccio (Quercus ilex), il pino domestico (Pinus pinea),
l'alloro (Laurus nobilis) e il corbezzolo (Arbutus unedo) sono i più tipici rappresentanti.
Anche essenze caratteristiche di flore esotiche si sono affermate con sorprendente successo. Infatti, nella
Villa vegetano e raggiungono grandi dimensioni maestosi cedri del Libano (Cedrus deodara) e cedri dell'
Atlante (Cedrus Atlantica) ma anche la sequoia della California (Sequoiadendron giganteum) ha trovato
l'ambiente adatto a crescere fino a formare tronchi imponenti. Le località ove questi giganti vegetali
possono crescere altrettanto rigogliosamente sono poche in Italia, e rarissime nel Meridione: presumibilmente
questi esemplari di sequoia sono pressochè unici in Italia.
Dalla parte orientale del Nord America proviene il Liriodendron Tulipifera, l'albero dei tulipani; alla flora
dell'India appartiene la Lagerstroemia Indica di cui un esemplare ha raggiunto, dopo oltre un secolo,
dimensioni insolite per questa specie.

Il Viale che limita la
Villa verso i cancelli d'ingresso, il Viale Regina Margherita, è fiancheggiato da due filari di una
pregiata essenza del Nord America, la quercia rossa (Quercus Rubra).
Palme dalle Canarie (Phoenix Canariensis) e palme della California (Washingtonìa Robusta) costituiscono
un bell' ornamento della parte del giardino in cui è collocato il busto di Carlo Ruggiero, eseguito
dallo scultore Mommo Scionti nel 1910.
Simili alle palme nell'aspetto, ma profondamente diverse dal punto di vista evolutivo, alcune belle Cycas
revoluta offrono anche un motivo di interesse scientifico alla villa: sono infatti piante che risalgono al
Giurassico, circa sessanta milioni di anni fa, e rappresentano quindi una testimonianza di quella
antica flora.
E' stato messo a dimora anche un esemplare di Ginkgo
Biloba, un'altra pianta arcaica, scoperta soltanto nel 1754 (*), quando gli studiosi, la ritenevano
del tutto estinta.
L'idea di base del progettista della Villa è stata quella di accogliere, il visitatore con un insieme
tipico del giardino italiano rinascimentale, con siepi di bosso impreziosite da qualche volume sviluppato su
linee verticali. L'impianto si sviluppa poi in una serie di
percorsi
che allontanano la visione dell'insieme, per sostituirla con una visione più ottocentesca e intima,
ottenuta con la sapiente successione di ambienti raccolti e tranquilli. Vi si trovano il "laghetto", col suo
belvedere sopraelevato, un
percorso romantico, la
fontana dei marmi con la memoria
delle distruzioni apportate dai terremoti e lo
stemma civico.
(Lo stemma civico è stato concesso al comune di Cittanova con
Decreto del Re Vittorio Emanuele III, in data ventiquattro aprile millenovecentoventiquattro e trascritto nei registri
della Consulta Araldica in data tre aprile millenovecentoventicinque.)

Ovunque sono presenti notevoli esemplari di azalee (magnifica la fioritura primaverile) e
di camelie, alcune a fioritura precocissima.
La parte che fa da cornice a questi due ambienti, peraltro raccordati tra loro in maniera sempre felice,
è costituita da un'imponente serie di alberi di grande mole tra cui primeggiano i lecci del viale a
monte e le sequoie del versante a Nord, verso la chiesa di San Rocco. Entro questa magnifica cortina di
verde, gli elementi volumetrici più imponenti sono costituiti dai pini. Questi meritano un'attenzione
particolare poichè, non si sa quanto volutamente, sono frequentissimi i tronchi bifidi o plurimi, i
quali, se da punto di vista tecnico sono da considerarsi meno durevoli dei tronchi unici, colonnari, sul
piano estetico raggiungono sorprendenti effetti di monumentalità.
Si tratta certamente di un "unicum" ambientale" e naturalistico di grande valore, un orto botanico di
eccezionale bellezza e rarità, e costituisce per la città di Cittanova un punto di riferimento
dell'intero comprensorio. Per quanto sopra, la Villa è tutelata (ipso-jure) ai sensi degli artt.. 1 e
2 della Legge 01.06.1939, n. 1089 (**), e quindi è da intendersi sottoposta a tutte le disposizioni
di tutela contenute nella legge medesima.
(*) Nella dichiarazione si legge 1770 ma trattasi del 1754.
(**) La legge 1089/1939 reca norme a tutela delle cose di interesse artistico e storico; la legge n. 1497/1939
reca norme sulla protezione delle bellezze naturali. Norme oggi rifluite nel T.U. dei beni culturali, D.Lgs. 490/99.
Villa Comunale Cittanova, "u pagghiaredu"
"Una Villa grandiosa, bellissima e dilettevole si vede surta quasi per incanto in pochi anni nella vasta pianura denominata Giardini, che sta a cavaliere di Cittanova. Forma l'obietto delle compiacenze dei cittadini, l'unico luogo delizioso alle signore che trovano agio allo scambio delle relazioni amichevoli, lasciando il monotono e ristretto vivere del paese col rendere allo spirito un giusto sollievo".
(Giovanbattista Gerardis, periodico "La Provincia", 25 marzo 1883)/div>
Monumento ad Alberto Cavaliere
(opera di Alik Cavaliere)La Fontana dei Marmi, realizzata con i resti del convento dei Padri Alcantarini, distrutto dal terremoto del 1783, è opera dello scultore cittanovese Girolamo Scionti (Cittanova, 1º agosto 1875 – Cittanova, 23 febbraio 1964). Girolamo Scionti è stato allievo e collaboratore di Francesco Biangardi. Questi gli affidò, quando Scionti aveva appena diciotto anni, l'esecuzione delle tre croci per la varetta "La Crocefissione di Gesà al Calvario".
Il caratteristico chioschetto situato all’interno della villa comunale, nei pressi del palco della musica, fu costruito nell'anno 1922 a cura e spese del privato cittadino Vincenzo Scarcella, che lo gestì personalmente per la vendita di rinfreschi, gelati e prodotti affini durante la stagione estiva.
All'interno della Villa Comunale si trova il monumento al poeta, giornalista Alberto Cavaliere (Cittanova, 19 ottobre 1897 – Milano, 7 novembre 1967). Politico italiano, autore tra l'altro della "Chimica in versi-rime distillate" (Napoli 1921; 2 ed. Bologna 1928, Chimica organica in versi-rime bidistillate Bologna 1929).
Il monumento è opera del figlio di Alberto Cavaliere, Alik Cavaliere (Roma, 5 agosto 1926 – Milano, 5 gennaio 1998).
L’opera, realizzata in bronzo, su un lato prende ispirazione da una delle poesie più sentite di Alberto Cavaliere, “Mi piace Cittanova, il mio paese”, pervasa di affetto, memorie e di un legegro velo di malinconia. Alla base, alcuni fiori dalle forme inconsuete, anch’essi fusi nel bronzo arricchiscono la composizione.
Sull' altro lato, altri versi dedicati alla Calabria ampliano lo sguardo poetico dell’opera, intrecciando il ricordo personale alla dimensione collettiva.
Purtroppo, nonostante un restauro nell'anno 2018, l'opera l’opera resta incompleta a causa di una menomazione: il distacco di una parte che non è mai stata riattaccata.
Alik, scultore di notevole talento cresciuto tra Roma e Parigi prima di stabilirsi nel 1938 a Milano. Studia al Liceo Berchet di Milano e si diploma all’Accademia di Brera (Milano), dove è allievo di Francesco Messina. Conosce Manzù, Funi e Marini, del quale diventa prima assistente e poi il diretto successore, per 31 anni, della cattedra di scultura presso l'Accademia di Belle Arti di Brera. Accademia di cui diventò anche direttore. È sepolto al Cimitero Monumentale di Milano.
Figlio della scultrice Fanny Kaufmann - moglie di Alberto Cavaliere, di nazionalità russa e di religione ebraica, emigrata in Italia dopo la Rivoluzione Russa - Alik porta con sè, nella sua formazione, un legame profondo con l’arte e con le radici familiari
I due cancelli in ferro battuto, di ingresso della villa comunale, furono progettati nel 1915.
Davanti all’ingresso principale si trova il busto di Carlo Ruggiero, opera di Girolamo Scionti, protetto da una siepe di bosso che forma la cifra 1880, anno di fondazione della villa. Sul basamento del monumento è scolpita l’iscrizione:
La villa comunale fu intitolata a Carlo Ruggiero con deliberazione del Consiglio Comunale n. 170 del 19 luglio 1973.
"A CARLO RUGGIOERO IL MUNICIPIO E I CITTADINI RICONOSCENTI MCMIX".
Calabria, Alberi Monumentali d'Italia
Fonte dei dati: Direzione generale dell'economia montana e delle foreste del Mipaaf - "dataset AMI - Censimento alberi monumentali d'Italia", decimo aggiornamento dell'elenco nazionale.
Decreto dirigenziale del 24/07/2026.All'interno della Villa Comunale si possono ammirare due dei centoquarantuno alberi, o sistemi omogegei di alberi, che si trovano nel territorio della Regione Calabria, inseriti nell'elenco del Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali quali Alberi Monumentali d'Italia ai sensi della Legge n. 10/2013 e del Decreto 23 ottobre 2014 (vedi elenco Alberi Momumentali in Calabria). Due autentici giganti della natura custoditi nel nostro orto botanico.
L' elenco degli alberi monumentali d'Italia, approvato nel dicembre 2017 e periodicamente aggiornato, è il risultato dell'attività di censimento di esemplari, singoli alberi o sistemi omogenei di alberi, presenti sul territorio nazionale che si contraddistinguono per l'elevato valore biologico ed ecologico, per l'importanza antropologico-culturale, per lo stretto rapporto con elementi di tipo architettonico, per la capacità di significare il paesaggio, sia in termini estetici che identitari.
Il numero complessivo di alberi o sistemi omogenei di alberi iscritti in Elenco, integrato dalle nuove iscrizioni e dedotte le variazioni rilevate connesse alla perdita di esemplari per morte naturale, abbattimento o perdita dei requisiti a causa dell'elevato deperimento strutturale e fisiologico, ammonta a 5.008, e interessano complessivamente ben 17.564 esemplari monumentali, di cui 4.524 come singoli alberi monumentali e 13.040 come gruppi omogenei di alberi monumentali (filari stradali, viali cittadini, insieme di piante nei parchi o nelle ville storiche, boschetti in zone rurali).
Gli alberi che si trovano nella nostra Villa Comunale sono il Pino Strobo, inserito nell’Elenco degli Alberi Monumentali d’Italia nel 2017 (Decreto dipartimentale del 19/12/2017), e la Sequoia Sempreverde, inserita con il secondo aggiornamento dell'elenco nazionale (decreto dirigenziale del 19/04/2019).
Un patrimonio naturale di straordinario valore, ancora poco conosciuto, da tutelare e tramandare alle future generazioni.
Genere Specie Nome Volgare Sequoia Sequoia sempervirens Sequoia sempreverde Pino Pinus strobu Pino strobo La sequoia sempreverde (Sequoia o sequoia di California) ha una circonferenza del fusto pari a 435 centimetri e una altezza pari a 34 metri ed è stata scelta per forma e portamento, oltre che per età, dimensione e rarità botanica. Il Pino Strobo (detto anche pino di Weymouth), una grande conifera nativa del Nord-America orientale, una specie non comune in Calabria, ha una circonferenza pari a 380 centimetri ed una altezza pari a 35 metri, si caratterizza per età, dimensione e rarità botanica.
Come detto in precedenza tantissime specie interessanti di alberi sono presenti nella Villa Comunale, anche se ancora non sono stati censiti nell'elenco degli Alberi Monumentali d'Italia.
Altre specie di alberi, già censiti tra i Grandi Alberi dell'Aspromonte, si trovano nelle immediate vicinanze del villaggio dello Zomaro.
Villa Comunale, Alberi Monumentali d'Italia
Sequoia Sempreverde (al centro della foto)
Pino Strobo (sullo sfondo)
Nella Villa Comunale è collocato il monumento in bronzo ai soldati cittanovesi caduti durante la Grande Guerra, opera dello scultore e pittore, cittanovese Michele Guerrisi (Cittanova, 23 febbraio 1893 – Roma, 29 aprile 1963). Guerrisi fu insegnante di storia dell'arte all'Accademia Albertina di Torino, dal 1922 al 1941, e dal 1941, titolare della cattedra di scultura all'Accademia di belle arti di Roma, di cui divenne direttore nel 1952.
L'opera fu commissionata a Michele Guerrisi nel 1918 (Consiglio comunale, Delibera n. 66 del 21 novembre 1918), all'indomani della fine della Grande Guerra, quando la cittadina era amministrata dal sindaco Vittorio Perelli. Fu collocata nella Villa Comunale nella prima decade del mese di luglio del 1924, quasi sei anni dopo, a cura dell'amministrazione comunale guidata dal Commissario Prefettizio Attilio Bottari.
Nel settembre 1922 la versione definitiva della scultura venne presentata in occasione dell'esposizione organizzata dal Comitato Regionale Amici dei monumenti e dell'arte - Società Mattia Preti di Reggio Calabria, presieduta da Alfonso Frangipane.
L'opera, alta 4.50 metri, è del tipo a cippo e raffigura un soldato (fante).
Un modello in gesso di questa opera è custodito presso il comune di San Giuliano del Sannio (CB) poichè Guerrisi realizzò contemporaneamente il momumento ai Caduti di quel paese. Per l'incarico presentò due studi in gesso; il primo era l’esatta copia della Vedetta di Cittanova.
Michele Guerrisi è anche autore della statua in bronzo raffigurante la Madonna con il Bambino collocataa davanti alla Chiesa Madre.
Duecentotrentotto soldati caduti: tanti sono i cittanovesi iscritti nell’Albo d’Oro dei Caduti e Dispersi della della Grande Guerra, istituito con Regio Decreto del 22 novembre 1925. Duecentotrentotto uomini e duecentotrentotto storie diverse; molti di loro furono accomunati nello stesso giorno, nello stesso identico luogo, dal medesimo destino. Sui due prospetti della base di di questo pregevole monumento compaiono invece soltanto duecentodiciotto nomi.
Tra le tante vicende della Grande Guerra, particolarmente drammatica è quella dei nove soldati cittanovesi che perirono tra atroci sofferenze, per effetto dei gas asfissianti degli austro-ungarici, all’alba del ventinove giugno del 1916 sul Monte San Michele. Quella fu una delle albe pià tragiche per l'esercito italiano impegnato sui primi contrafforti del Carso: il primo attacco con gas effettuato sul fronte italiano, realizzato con una miscela di cloro e fosgene. Contro i soldati italiani tramortiti dai gas venefici, gli austriaci fecero uso anche di mazze ferrate. Altri due soldati cittanovesi risultano dispersi, in combattimento, quello stesso giorno sul Monte San Michele.
Nel Catalogo Generale dei Beni Culturali del Ministero della Cultura l'opera di Michele Guerrisi (Lo scultore della Vittoria) è così descritta:
Monumento ai Caduti, opera di Michele Guerrisi
Base quadrangolare poggiante su tre ordini di gradini, con lati posteriore e destro incassati nella pietra e lati frontale e sinistro in aggetto ed interamente visibili. sulla superficie di quest'ultimi sono applicate lastre bronzee rettangolari con lettere a rilievo, e precisamente, l'elenco in ordine alfabetico di 131 caduti e 38 dispersi in guerra, e di 49 soldati morti a causa della guerra. sulla sommità della base si imposta la figura potente ed icastica di un fante a torso nudo; è in posizione eretta con i piedi appoggiati sulla roccia, ha la gamba sinistra tesa, quella destra ripiegata e la mano sul fianco sinistro. Il soldato è colto nel momento in cui osserva l'orizzonte, con sguardo fiero, in attesa del nemico; sulla testa ha l'elmetto, mentre con la mano destra regge la baionetta.In passato, in occasione del IV Novembre, il monumento era la meta del corteo dei Cavalieri di Vittorio Veneto cittanovesi, con le loro onorificenze sul petto. Il corteo si svolgeva dopo la celebrazione della Santa Messa in memoria dei Caduti della Grande Guerra nella chiesa Matrice e prima della cerimonia di omaggio, con la deposizione di una corona di alloro ai piedi del monumento.
A Cittanova sono stati decretati 216 reduci, residenti nel comune, insigniti con medaglia d'oro e croce greca.
La Croce al merito di guerra, istituita alla fine della Prima Guerra Mondiale, venne concessa a tutti i combattenti italiani che avessero onorevolmente prestato servizio attivo per almeno cinque mesi in zona di guerra, oppure fossero stati feriti o caduti in azione.
Nel 1968 (Legge 18 marzo 1968, n. 263 ), a coloro che prestarono servizio militare per almeno sei mesi nelle Forze Armate italiane durante la guerra 1914-18 o nelle guerre precedenti fu concessa soltanto una medaglia-ricordo in oro.
Cinquantadue reduci, privi dei requisiti per ottenere l’Ordine di Vittorio Veneto, furono insigniti della sola medaglia d'oro.
Foto ricordo dei Cavalieri di Vittorio Veneto con il sindaco dell'epoca, avv. Arturo Zito de Leonardis
Il 2 febbraio 2019 è stato collocato, all'interno della Villa Comunale, un monumento a Teresa Talotta coniugata Gullace, donna della Resistenza nata a Cittanova il 7 settembre 1906 e uccisa a Roma il 3 marzo 1944, durante l’occupazione nazista, da un colpo di Luger sparato da un soldato tedesco mentre tentava di raggiungere il marito Girolamo Gullace, prigioniero dei tedeschi in una città sotto l'occupazione nazista, flagellata dai bombardamenti e con gli alleati alle porte.
All’epoca dei fatti Teresa, aveva già cinque figli e ne aspettava un sesto. Casalinga, si era trasferita a Roma alla fine degli anni Trenta, dopo il matrimonio con Girolamo Gullace (contratto il 9 luglio 1924). Il marito, già da celibe, lavorava come manovale nei cantieri edili della capitale.
Secondo le testimonianze, tra cui quella della partigiana Laura Lombardo Radice, Teresa si recava ogni mattina presso la caserma dell’81º Reggimento di Fanteria in viale Giulio Cesare, nel tentativo di vedere il marito. Dopo averlo scorto alla finestra, cercò di avvicinarsi a lui, forse per consegnargli del pane e formaggio o semplicemente per parlargli, incurante del divieto urlatole da un sottufficiale tedesco, che la uccise barbaramente.
Nel pomeriggio dello stesso giorno, Laura Lombardo Radice e Pietro Ingrao redassero un manifestino sull’accaduto, ampiamente diffuso nei quartieri popolari e nelle periferie di Roma.
La figura di Teresa divenne rapidamente un simbolo della Resistenza romana. La sua vicenda fu ripresa da Roberto Rossellini, che si ispirò a lei per il personaggio della Sora Pina, interpretata da Anna Magnani nel film "Roma città aperta", uno dei capolavori del neorealismo cinematografico italiano.
Nel 1977 il Presidente della Repubblica Giovanni Leone le conferì, alla memoria, la Medaglia d’oro al merito civile con la seguente motivazione:
Nel 1995 Poste Italiane scelse la sua immagine per un francobollo commemorativo, dedicato alle donne nella seconda guerra mondiale.«Madre di cinque figli ed alle soglie di una nuova maternità, non esitava ad accorrere presso il marito imprigionato dai nazisti, nel nobile intento di portargli conforto e speranza. Mentre invocava con coraggiosa fermezza la liberazione del coniuge, veniva barbaramente uccisa da un soldato tedesco. Roma, 3 marzo 1944.»
L'opera, in bronzo e alta 2.20 metri, è opera dello scultore cittanovese Giuseppe Guerrisi (Open Street Map).La Villa Comunale "Carlo Ruggiero" di Cittanova è stata oggetto di un progetto di rigenerazione urbana e riqualificazione, finanziato nell'ambito del PNRR (Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza) dal Ministero della Cultura per interventi di riqualificazione e valorizzazione dell'area. I lavori, realizzati nel 2025, non hanno tuttavia prodotto un risultato all’altezza delle aspettative.
Nonostante l’importanza del sito e la rilevanza del finanziamento, alcune scelte hanno sollevato perplessità, sia sul piano funzionale che su quello estetico. Sono state introdotte soluzioni estranee al contesto storico della villa e, al contempo, sono scomparse alcune sue peculiarità più distintive. Emblematica, in questo senso, è la scomparsa della storica panchina che per anni ha caratterizzato uno degli angoli del parco: non era un semplice elemento d’arredo, ma parte integrante del paesaggio e della memoria collettiva.
The Towns Botanical Gardens was planned by the Swiss engineer Enrico Fehr on request by Carlo Ruggiero (Montelone 1814 – Cittanova 1885), and was completed in 1880.
It covers an area of 25,620 square meters. It boasts majestic and imposing plants many of which are uncommon and exotic. Some of the trees are unique in Italy.
Here we find magnificent Sequoias, the Cedar of Lebanon, the Juniper of Virginia, the Roman Pine; the Holm Oak is also present. There list goes on with the Maple tree, the Platanus Acerifolia, the Tulip Tree, the Paulowinio, the Oak Rubre, the Weeping Willow, the Pagoda Tree, the Prunus and Robin's Acacia.
The Villa has been recognized as having particular artistic, historical and botanical interest. and is under the protection of the Ministry for Culture and Environment also for its naturalistic, urban and artistic value.
(translation by Martino De Marco)
Viale Villa Comunale innevato
Il Laghetto dei Cigni nel passato
Ingresso Villa Comunale
Monumento ad Alberto Cavaliere

Calabria, Alberi Monumentali d'Italia




Monumento ai Caduti, opera di Michele Guerrisi
Foto ricordo dei Cavalieri di Vittorio Veneto con il sindaco dell'epoca, avv. Arturo Zito de Leonardis



Viale Villa Comunale innevato
Il Laghetto dei Cigni nel passato
Ingresso Villa Comunale