La Storia

Cittanova, le sue Origini, la sua Storia.

La Piana nella Calabria Ultra. Veduta da sopra Casalnuovo

Girolamo Grimaldi

Girolamo Grimaldi OlivaGirolamo Oliva Grimaldi, principe di Gerace

L’artefice dello sviluppo di Cittanova è Girolamo Oliva Grimaldi (Genova, 1586 † 1657), della famiglia dei Grimaldi. Una grande famiglia, di Genova, che entrò a far parte dell'Albergo dei Grimaldi assumendone il cognome (usato in sostituzione del proprio) e le armi; scesa in Calabria in cerca di un titolo nobiliare che desse lustro alla famiglia e li introducesse alla Corte del Regno di Napoli, a quei tempi seconda solo a quella di Parigi.
Oltre all’ambizione di possedere un titolo nobiliare i Grimaldi ambivano anche allo sfruttamento dei terreni per la produzione agricola e, ancor più, il commercio delle sete. A differenza del ramo Grimaldi dedito ai traffici, al commercio e alle finanze, questi si occupavano esclusivamente di agricoltura e di produzione agricola. A quell’epoca il vasto territorio di Terranova, nessun casale escluso, era ricco di queste materie prime.

Pasquale Grimaldi, figlio di Giovan Battista Oliva Grimaldi del fu Girolamo Oliva Grimaldi, di Genova, a nome del padre, comprò, nel 1574, per 275.000 ducati (poi arrotondati a 280.000) i ducati di Terranova, Gerace e Gioja. L’acquisto fu perfezionato ad una vendita all’asta promossa dal Sacro Regio Consiglio del Regno di Napoli contro la figlia di un altro patrizio genovese, Tommaso de Marinis (primo duca di Terranova, Barone di San Giorgio, Barone di Gioia e Gerace), oberata dai debiti lasciati dal defunto padre. Tommaso De Marinis, a sua volta i possedimenti li aveva acquistate da D. Consalvo Ferdinando de Cordoba che fu marchese di Gerace durante il periodo della dominazione spagnola.

Girolamo Oliva Grimaldi, morto nel 1557, Primo Signore di Monte Sant'Angelo, era figlio naturale di Giorgio de Oliva, il patrizio genovese iscritto nell'Albergo dei Grimaldi che cambiò il cognome in Grimaldi.

Gonzalo Fernández de CórdobaGonzalo Fernández de Córdoba

Il Gran Capitano Gonzalo Fernández de Córdoba (Montilla, 1º settembre 1453 – Granada, 2 dicembre 1515), noto come Consalvo Ernandes di Cordova, venne in Italia per combattere i francesi e le loro mire espansionistiche sul Regno di Napoli. Nel 1495 subì una sconfitta a Seminara combattendo contro le truppe del generale Robert Stuart d'Aubigny, riuscendo però nel 1496 a ottenere la rivincita sul campo di battaglia e a ricacciare le truppe francesi. Sei anni dopo, nel 1502, Consalvo da Cordova, in seguito a battaglia a lui favorevole, diventò Signore della Baronia di San Giorgio Morgeto e duca di Terranova e di Sessa, si stanziò nella città di Polistena, creando una piccola Reggia. Nel 1502 Consalvo de Cordova, chiamato “El Gran Capitano”, fu investito anche del titolo di marchese di Gerace da Re Ferdinando il Cattolico.

A Battista Grimaldi succedeva prima Gian Francesco Oliva Grimaldi ed in seguito Girolamo a cui Filippo III il 18 febbraio 1609 concedeva il titolo di Principe di Gerace e poi, di padre in figlio, fino a Maria Teresa (che moriva a Casalnuovo - oggi Cittanova - sotto le macerie del terremoto del 5 febbraio 1783) e sua figlia Maria Antonia.
Con la principessa Maria Antonia Grimaldi Serra, e con l'abolizione della feudalità, ha termine la serie dei feudatari di Gerace.

Lo Stemma dei Grimaldi

Donna Maria Antonia Oliva Grimaldi (Genova, 18/01/1758 † Napoli, 18/12/1822), 7° Principessa di Gerace; 9° Duchessa di Terranova; 7° Marchesa di Gioia (titolo ceduto il 23-8-1792) e 10° Signora di Monte Sant' Angelo, patrizia genovese, nobildonna napoletana, dama della corte delle Due Sicilie, nel 1777 sposò in prime nozze Giovan Battista Serra e nel 1789 in seconde nozze Pasquale Serra. In questo modo la famiglia si estinse nei Serra, che ne raccolsero i titoli e l'eredità.

Il titolo di Principe di Gerace e Duca di Terranova arriva, quindi, a Girolamo Grimaldi, dal re Filippo III, solo nel 1609, 35 anni dopo l’acquisto del feudo e dopo un ulteriore esborso di 16.000 ducati. Più tardi, nel 1654, i Grimaldi otterranno anche il titolo di Marchesi di Gioja.

Il primo dei Grimaldi a portarsi nel Principato e a soggiornarvi per oltre due anni, dopo che la famiglia ha ottenuto il titolo principesco, è Giovan Francesco Grimaldi. Dopo di lui il Principe Girolamo, a cui si deve l'intuizione di popolare la parte collinare posta a nord-est del Ducato. Un luogo dove si hanno elementi per affermare che giè esisteva un fondaco consolidato e non solamente qualche fuoco sparso.
Un luogo che poteva diventare, come in effetti divenne, il punto di transito e di riferimento dei commerci e delle comunicazioni tra Gerace e il resto del territorio ad ovest-nord-ovest, sulla direttrice più breve per Gioja e Monteleone (l’attuale Vibo Valentia), e per convogliare verso lo Jonio i manufatti da scambiare con oli e sete. Da qui l'interesse più che a realizzare il nuovo casale, come deliberato dal Regio Assenso, ad accrescere il casale già esistente in quel luogo strategico dal punto di vista degli scambi commerciali. Il Passo del Mercante (a quota 952) e il Passo di Scarpa della Pietra (a quota 836) collegano il versante ionico con la Piana di Gioia Tauro direttamente mentre tutti gli altri passi esistenti o più a nord o più a sud attuano questo collegamento in maniera indiretta.

Gli Acton a Cittanova

Ammiraglio Amedeo ActonAmmiraglio Amedeo Acton
Primo Podestà di Cittanova

Il capostipite della famiglia, di origine inglese, fu Guglielmo Acton, vissuto nel 1340 al tempo del re Edoardo III.
Nel 1778, un ramo della famiglia Acton si trasferì a Napoli, quando sir John Francis Edward, VI baronetto inglese, nato in Francia e passato in Toscana, fu chiamato da Ferdinando IV di Borbone, nel 1778, per riordinare la marina napoletana e il 14 aprile 1779 gli fu affidata, con il grado di tenente generale, la Segreteria di Stato e la direzione della Real Marina, il 4 giugno 1780 la Segreteria della Guerra e nel 1782 quella di Azienda e Commercio.
Ferdinando Acton, nato a Napoli il 16 luglio 1832 fu guardiamarina nel 1849 e tenente di vascello nella marina del Regno delle Due Sicilie nel 1857. Nel 1860 comandò l' "Elettrico" che portò in Sicilia il generale Nunziante. Prese parte all'assedio di Ancona come capo di Stato Maggiore e nel 1861 entrò nella marina italiana con il grado di capitano di fregata. Nel 1866 comandò la corvetta "Etna". Durante la X e l'XI legislatura (1867-1874) fu deputato al Collegio di Amalfi; fu capo di Stato Maggiore dell'Ammiraglio duca d'Aosta, Ministro della Marina dal novembre 1879 fino al novembre 1883, senatore del Regno, deputato al Parlamento. Nel 1883 conseguì il grado di vice-ammiraglio e comandò nel 1884 la squadra permanente, nel 1886 e nel 1888 i dipartimenti marittimi di Napoli e di La Spezia. In quell'anno Ferdinando pubblicò il volume intitolato "La flotta italiana alle grandi manovre". Su sua iniziativa si costruì l'arsenale di Taranto. Ferdinando Acton, ricordato nei nomi di diverse strade a lui intitolate a Napoli, Milano, Taranto e Aosta, morì a Roma il 18 febbraio 1891.
Dal suo matrimonio con una delle figlie di Vincenzo Ramirez, Ninfa Noemi, nacquero nacquero Amedeo e Alfredo Acton. Amedeo Acton (1871-1938) fu ammiraglio della Real Marina, decorato di due medaglie d'argento al valore militare, sposò Anna Giulia Giudice Caracciolo principessa di Villa Santa Maria.
Giulia era figlia di don Luciano Brunas Serra, Principe di Satriano e Duca di Cardinale, che a sua volta figlio naturale di Giovanni Agostino Serra la cui madre era stata Maria Antonia Oliva Grimaldi. La sorella maggiore di Giulia, Agata Brunas Serra, aveva sposato Emanuele Imperiali, Duca di Francavilla.

L'ammiraglio Amedeo Acton fu podestà di Cittanova dal 18 maggio 1927 al 12 aprile 1928.

Il fratello di Amedeo, Alfredo Acton, che sposò a Napoli nel 1907 Donna Livia Giudice Caracciolo, principessa di Leporano, ebbe due figli: Ferdinando Amedeo Maria principe di Leporano e Francesco Eduardo Maria Acton dei principi di Leporano.